Italia: posti letto

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ITALIA: CON OLTRE UN MILIONE DI POSTI LETTO È LA NAZIONE CON LA PIÙ GRANDE DISPONIBILITÀ DI ALLOGGIO IN EUROPA

A #BTO2015 i dati di PhoCusWright® sulle tendenze del travel online per l’Italia e l’Europa.

Un mercato da 8 miliardi di euro di prenotazioni online, di cui 1,5 miliardi provenienti dal mobile e una crescita annuale del 10%. Italia ancora distante dalle medie europee in termini di prenotazioni online e con una forte dipendenza dalle OTA

Il settore viaggi e vacanze è stato uno dei primi mercati che da subito è stato in grado di intuire, agli albori di Internet, le potenzialità della rete. PhoCusWright® ha iniziato a monitorare il mercato dell’online travel dal 1998, quando ancora nessuno scommetteva su un futuro di voli, hotel e vacanze prenotate da un computer.

Nel corso dell’ottava edizione di BTO2015, PhoCusWright® ha presentato lo scenario del Travel online ai giorni nostri presentando i dati emersi da uno studio condotto nel corso del 2015 in Europa. Il primo aspetto che emerge riguarda i pc che, benché continuino a dominare le ricerche di destinazioni (80%), degli acquisti (80%) e delle prenotazioni (79%), oggi non sono più i soli punti di accesso al mondo dei viaggi digitali. Smartphone e tablet stanno rapidamente erodendo il primato dei desktop: il 27% degli intervistati ha dichiarato di fare ricerche per la selezione di una destinazione da smartphone e il 25% da tablet; i due device si trovano a pari merito quando si tratta di acquisti legati a viaggi e vacanze (travel shopping, entrambi al 22%) e booking (entrambi al 14%).

Ma ancora più impressionanti sono i numeri che questo mercato è in grado di generare nel mondo: il valore del booking online del settore travel ha raggiunto, nel 2015, 500 miliardi di dollari (mezzo trillione) con una crescita annuale dell’11%. Dalla ricerca emerge poi che il 37% di tutto il travel mondiale è prenotato online; tre dei principali player globali insieme – Expedia, Priceline e TripAdvisor - sono in grado di raggiungere i 90 miliardi di capitalizzazione di borsa.

Anche l’Italia ha subito colto l’opportunità che Internet ha offerto per l’industria del travel. Nel 2015 il valore del booking online del settore viaggi è stato pari a 8 miliardi di euro con una crescita annuale del 10%; di questi, 1,5 miliardi euro avvengono da mobile. Dalla ricerca risulta poi che, con più di un milione di posti letto, l’Italia è la nazione con la più grande disponibilità di alloggio in Europa.
Nonostante i numeri trionfali, restano, per il nostro Paese, ampi margini di miglioramento. Ad oggi, infatti, solo il 38% delle prenotazioni in Italia è avvenuto online contro una media europea del 47%. E le proiezioni di PhoCusWright® non vedono l’Italia pronta a colmare il gap nei prossimi due anni. La distanza probabilmente è dovuta ad una maggiore dipendenza dalle OTA (59% vs 41% di fornitori diretti) rispetto al resto d’Europa (43% vs 57%).

Ma le OTA italiane riescono a prosperare grazie ad un contesto che vede un mercato degli alloggi estremamente frammentato tra hotel, aparthotel, appartamenti, bed & breakfast, resort, gueshouse e altre tipologie: meno di un quarto di questo mercato è a favore degli hotel di proprietà di famiglie private, contro un 2% di catene alberghiere (una delle più basse percentuali di penetrazione di catene alberghiere in Europa). Buona parte dell’offerta proviene, dunque, da piccole o piccolissime realtà (che offrono l’89% della disponibilità di stanze) che non hanno le capacità di poter implementare una infrastruttura tecnologica indipendente e che rendono, di fatto, necessario il supporto di un’azienda esterna in grado di gestire le prenotazioni online.

La digitalizzazione dell’industria dei viaggi, insieme all’evoluzione degli utenti, ormai sempre più abituati a rivolgersi alla rete per i propri acquisti, e alla penetrazione dei device mobili, ha creato terreno fertile per startupper e aziende lungimiranti. Impossibile oggi non tenere in considerazione realtà come Airbnb, Uber, Homeaway, Lyft e molte altre, che hanno saputo far leva sulle peculiarità della sharing economy.

Se oggi questi nuovi soggetti spaventano gli operatori tradizionali, la ricerca di PhoCusWright® dimostra che queste aziende vengono considerate dagli utenti semplicemente come una alternativa disponibile sul mercato. Gli intervistati, infatti, hanno dichiarato di valutare almeno 8 tipi di accomodation diversi per le loro prenotazioni (tra hotel di diversi livelli, bed & breakfast, affitto case/appartamenti tradizionali, ospitalità a casa di amici e parenti, ostelli e altre soluzioni low budget) e solo il 6% ha considerato esclusivamente Airbnb in fase di prenotazione. Questi dati dimostrano che l’arrivo di nuovi attori nel mercato non è un segnale di pericolo ma solo un ampliamento delle opportunità che le nuove tecnologie permettono, e sicuramente permetteranno, di alimentare.

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